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Anno Santo 2010

 

Anno Santo Jacobeo 2010 nella Parrocchia dell’ Incoronata

In Diocesi di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela

 

La parrocchia Maria SS Incoronata nel Villaggio Camaro, nell’ Arcidiocesi di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela avrà il privilegio, come nel 1999 e il 2004, concesso con apposita bolla della Penitenzeria Apostolica, su mandato di Giovanni Paolo II, di essere meta dei pellegrini in occasione del 119° Anno Santo Jacobeo. I pellegrini potranno lucrare l’Indulgenza Plenaria visitando la chiesa e recitando il Padre Nostro e il Credo.

 Queste le occasioni e le circostanze in cui sarà possibile avere l’ Indulgenza:

 

  1. Nel giorno in cui avranno inizio le celebrazioni dell’ Anno Santo Jacobeo e in quello in cui si concluderanno;
  2. Nel giorno della festa di San Giacomo ( 25 Luglio ) e della sua Traslazione ( 30 Dicembre );
  3. tutte le volte che i fedeli si recheranno in pellegrinaggio nella stessa chiesa per motivi di devozione;
  4. Una volta solamente nel giorno da scegliersi liberamente dai fedeli.

 

Tale privilegio – basato su antiche tradizioni storiche, attestanti la devozione ed il culto di San Giacomo, particolarmente vivo a Camaro, ma praticato in tutta l’ Arcidiocesi siciliana, ed in gemellaggio spirituale col celebre Santuario di Compostella – è stato comunicato dalla Penitenzeria Apostolica all’ Arcivescovo Metropolita, Mons. Giovanni Marra, che ne aveva fatto espressa richiesta e che, nel Gennaio 1999 e Febbraio 2004, ha dichiarato aperti gli Anni Santi Jacobei nella parrocchia con una Celebrazione Eucaristica, alla quale hanno partecipato una grande folla di fedeli, la Confraternita di San Giacomo, che dal 1550 zela il culto dell’ Apostolo, e numerose autorità.

L’ Anno Santo Jacobeo del 1999 si è posto come dono particolare di grazia, nella prospettiva del grande Giubileo del 2000 e come un ottima occasione di preparazione devota al Giubileo Universale. Il presule nel 1999 aveva auspicato per i messinesi un anno di conversione profonda, << perché ognuno di noi ha bisogno di convertirsi, di accorciare sempre più la distanza dal nostro dirci cristiani ed il nostro essere cristiani >>. << Abbiamo bisogno di convertirci a Dio e ai fratelli realizzando così nella nostra vita il messaggio d’ amore di Cristo, sull’ esempio di San Giacomo, chiamato e mandato direttamente da Gesù Cristo per essere suo apostolo e testimone privilegiato della sua divinità sul Tabor, ma anche della sua umanità sofferente nell’ orto degli ulivi, fino al punto di essere il primo degli apostoli a subire il martirio >>. Ed ancora il presule dell’ anno 2004, aprendo la Porta Santa, aveva auspicato << che tutti i cristiano sono chiamati e mandati ad essere apostoli e testimoni con la propria vita, in tutte le situazioni: nella famiglia, nel lavoro, nella società, ad essere pellegrini di pace, per svelare a tutti l’ amore di Dio >>.

La devozione a San Giacomo nella città di Messina, portata dai Normanni e poi sviluppatesi sotto la denominazione spagnola, è particolarmente sentita ancora oggi, specie a Camaro, dove ha sete una delle più antiche confraternite.

Recenti studi sono stati promossi dal Parroco Mons. Antonino Cento con il Centro Studi Compostellani diretto dal Prof. Paolo Caucci Won Sauchen, presidente del Consiglio Internazionale di studi sul Cammino di Santiago, << il Convegno Internazionale di Studi Santiago e la Sicilia – Università di Messina 2/4 Maggio 2003 >>.

Di grande valore artistico e storico e il << Ferculum processionale >> ( opera pregevole di argentieri messinesi del XVII secolo ), custodito nell’ apposita Cappella della chiesa parrocchiale di Camaro, che recenti ricerche hanno dimostrato commissionato con atto notarile firmato dal sacerdote Francesco Capano 20 Gennaio 1666 ( Anno Santo Compostellano ) a Pietro, Sebastiano ed Eutichio Juvara. Ad osservare i quattro pannelli della parte inferiore si evince chiaramente la tradizione compostellana: nel primo pannello è riportato il famoso miracolo avvenuto alla mensa del governatore di San Domingo della Calzata;

il secondo San Giacomo appare a Carlo Magno mentre si sta recando in Spagna; nel terzo pannello San Giacomo convince il mago Hermogene, che aveva esercito il suo potere per impedirne i miracoli, ma che diventa cristiano di fronte la potenza del Santo; nel quarto è raffigurato l’ arrivo di San Giacomo a Cartagene. I pannelli superiori, della piramide raffigurano San Giacomo che apparve in sogno a Romiro I promettendogli la vittoria sugli infedeli. In un pannello è raffigurato l’arrivo a Campus Stellae del sarcofago romano contenente il corpo di San Giacomo, ed un altro pannello, raffigura San Giacomo abbigliato da pellegrino con quattro confrati incappucciati, come si usava una volta, chiaro riferimento alla Confraternita che già esisteva a Camaro.

L’ evento del 2010 potrà sembrare uno di quelli che si leggono nelle pergamene medievali o nei codici miniati venuti fuori dagli << Scriptorium >> di abbazie gotiche.

Invece, è una meravigliosa, plurisecolare, antica storia di fede che vede il vetusto casale messinese di Camaro al centro dell’ attenzione.

 

 

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