Il giornale La Scintilla il 18 Settembre 1911 così annunziava
“Pellegrinaggio a Madonnuzza in Camaro Superiore. Una gaia festicciola si
svolgerà Domenica prossima 17 corrente in una dei nostri colli del Peloro
Contrada Madonnuzza.
Era da tempi assai remoti che la pietà dei fedeli venerava questa Vergine dei
Sette Dolori in una piccola cona che andò in frantumi nel disastro del 28
Dicembre del 1908.
Ma la fede non si sgomenta di fronte alle forze cieche della natura che anzi
bene spesso più rinvigorisce e là in locale più ampio concesso gentilmente dal
Principe Alcontres in un colle annesso prospiciente” Antennammare” le si è
innalzato un tempietto che occupa mq 30 e dove può accedersi in vettura sino a
Puntal Ferrara.
Accorrete quindi o fedeli a questo pio pellegrinaggio che segna il principio di
una novella era nella storia della Chiesa di Camaro Superiore. Ad ultimare
l’opera si sono dovute affrontare alquante peripezie specie pel trasporto del
materiale e per la verità oltre che al Cappellano del luogo Sac. Carmelo Busà
bisogna tributare una lode a Sign. Paolo Mondello fu Pasquale ed al Sign.
Antonino Lo Surdo che si sono alacremente cooperati a questo risveglio di pietà
cristiana. Un ringraziamento poi è dovuto al tutto il popolo di Camaro che è
stato largo nella sua opera e nelle sue elargizioni.
È l’alba del 17 Settembre 1911 spuntava più bella ad allietare queste nostre
colline, ed il bel sole indorava coi suoi raggi il tempio benedetto dedicata
alla Vergine dei Sette Dolori.
Dai petti esultanti si sprigionava una gioia non intesa un fremito di dolcezza,
sovraumana, un nuovo palpito di amore eco sublime di entusiasmo e di fede dai
giovani cuori. E la Vergine dei monti parlava a noi quel giorno e faceva a noi
sentire le dolcezze infinite delle sue grazie i carismi del suo materno sorriso
e la sua voce scendeva come balsamo ad allietare la nostra fronte ed asciugare
le lacrime che avean bagnate la nostra gote.
Ed il Ministro del Signore appariva nella sua candida stola a celebrare ivi per
la prima volta l’Incruento Sacrificio dinanzi alle turbe prostate al suolo.
Quell’ora fu solenne, indimenticabile piena di nuovi riflessi e di nuova luce
nella storia delle nostre credenze, il principio di parole novelle nello
spirito affronta dopo le rovine del 28 Dicembre e la Vergine benedisse lo zelo
di questi pii credenti, la fiducia dell’ardua impresa, l’ebola della nostra
pietà.
Ed or siete Regina in quel trono d’amore e benedice il pellegrino che adorna il
suo altare di fiori, che accende la lampada simbolo perenne della sua mesta
preghiera.”